Google

venerdì 13 giugno 2008

IL LAVORO AL SUD ITALIA

Per chi è disoccupato, in Italia, e specialmente al Sud, risulta sempre più arduo trovare un lavoro. Lavoro che si può tradurre come segue: rapporto di lavoro a nero, (ir)regolare o regolare.
Nella prima ipotesi (il lavoro nero) sembra sia sempre più diffuso al Sud: non a caso ci si ritrova a dover fare i conti con una classe imprenditoriale rivolta sempre più a questo tipo di pratica. Oppure ad avere persone alle proprie dipendenze con un contratto che è solo uno "specchietto per le allodole" (seconda ipotesi, il lavoro (ir)regolare): ciò che è successo a me nell' estate scorsa (2007), dove di tutto ciò che era inserito nel contratto che ho firmato è rimasto solo sulla carta, ma non applicato al rapporto di lavoro posto in essere (da vedere "La mia esperienza lavorativa dell' estate 2007", pubblicata sul blog pellezzanolibera.blogspot.com).
Il lavoro regolare, invece, sembra sempre più una chimera, un qualcosa lontano anni luce dal mondo di oggi.
Di cose strane ne succedono, comunque.
Come nel caso del 2005: nel mese di novembre di quell' anno fui contattato da un' agenzia di lavoro temporaneo (o interinale) per un corso di formazione rivolto ad un' assunzione a breve termine. All' epoca era in fase di apertura un grosso centro commerciale quì, in provincia di Salerno. Così, c' era bisogno di reperire personale, o almeno formarlo, per l' eventuale inserimento (il corso fu finanziato dal Fondo delle imprese temporanee Forma.temp).
Fui contattato per questo corso di formazione, a cui partecipai. Questo corso di formazione (5 giorni di durata avente come figura in uscita quella di cassiere grande distribuzione) fu svolto all' inizio di dicembre. A seguito del corso, dovemmo produrre anche il libretto sanitario (costo 26,65 €), poichè serviva.
Dalla fine del corso, l' assunzione (prevista per la fine dello stesso mese) fu fatta dopo due mesi (a febbraio 2006).
Del corso, che prevedeva come figura in uscita quella di cassiere grande distribuzione, non ne fu tenuto conto: anzi, mi fu fatto un contratto come scaffalista, durata 11 giorni e dopo due giorni fui mandato via.
Casi strani: oltre quello appena descritto, vi è il fatto che dei 200 ragazzi che eravamo a fare il corso di formazione, sembra che in quell' ipermercato non ne lavori proprio nessuno.
Questo è uno dei tanti episodi a cui dare una risposta adeguata è abbastanza difficile.

Pubblicato da Alfredo Scafuri

Nessun commento:

Posta un commento